L'unico senso che DH Admann ha trovato per "trasgredire" ed essere borderline nell'arte è nel decostruire il mercato stesso dell'arte. Secondo le osservazioni dell'artista, il mercato dell'arte è stato la chiave della scrittura della storia dell'arte stessa e soprattutto nella definizione di "buona" e "cattiva" arte.
Secondo DH Admann ci sono forze che premono sul mercato dell'arte per cambiare lo status quo e Internet in questo momento per il mondo dell'arte sta svolgendo un ruolo centrale.
In una società in cui catturare l'attenzione del pubblico è la droga più irresistible, per tcapire che cosa sia oggi l'arte, l'artista compie una ricerca all'interno del mercato stesso dell'arte e inserisce dei modelli democratici dell'arte.
La caratteristica principale di questa arte è il modello: significa che indipendentemente chiunque può partecipare alla speculazione di un artista o del suo lavoro. Il modello ha un costo molto basso, ma ciò non ne diminuisce il relativo valore speculativo. Ciò fa sì che il lavoro dell'artista, tramite il modello, si diffonda più facilmente come un virus nel mondo di arte: ecco allora la democratizzazione del mercato dell'arte.
Internet è un mezzo democratico, è un ambiente in cui l'opera può essere accessibile a chiunque, oltre ad essere virtuale, e quello che Manuel Delanda chiama "il nuovo materialismo".
Una collezione di immagini apparentemente innocue, divertenti, e belle, che esplorano però al contempo la violenza della società attuale e il "militarismo" delle notizie, la cultura dello schock. Queste sono le opere digitali di Diyan Achjadi.
Il lavoro dell'artista è nel riorganizzare le informazioni, combinarle per scoprire una lettura differente, rimossa dal relativo contesto originale. La tensione nelle opere nasce fra l'utilizzo del digitale e l'uso dei processi laboriosi del mestiere come ricamo, crochet e cucito entra spesso nel gioco come elemento di contrapposizione allo sguardo pulito e meccanizzato della materia stampata.
Le opere giocano perciò su azioni manuali ripetute collegate con i materiali più disparati. Le minacce del terrore, così come le informazioni sulle attrezzature per la sopravvivenza e come rispondere agli attacchi nucleari o biologici dominano le notizie quotidiane. Si coltiva un clima di timore, che va a giustificare tutte le azioni discutibili in nome della sicurezza a tutti i costi.
Le scene comuni dal paesaggio quotidiano dei nostri mezzi d'informazione, queste immagini in televisione, bloccano per alcuni secondi l'interesse prima di passare alla notizia e all'immagine seguente.
L'arte di Letha Wilson è una ricerca su come cambia e si modifica il paesaggio: in particolare dell'attraversamento di quel paesaggio nel tempo reale riletto e riflesso attraverso il video, per esplorare i contorni fra lo spazio bidimensionale e le forme tridimensionali.
Le sculture Extrusion prendono il profilo di una figura all'interno di una fotografia come punto di partenza, usando quelle informazioni per creare una forma tridimensionale. Mentre la nuova forma scoppia dal piano in un arco di novanta-gradi, cancella simultaneamente l'immagine di fondo mentre resta al contempo fissata e legata ad essa.
Mentre la serie di video, Possibilities for a Car Drive, posiziona la visuale dei video al posto del giudatore, mentre l'itinerario esterno si moltiplica e si spacca in una moltitudine di visioni, dividendo lo spazio reale della strada e usando il tempo come costante. Il risultato finale è un campione frammentario di varie regioni geografiche in cui le immagini riposizionano gli oggetti dalle fotografie in una nuova forma.
Molto interessante l'installazione creata da Luke Murphy: Code Reflection.
Questa proiezione è divisa in un'immagine positiva e nella sua riflessione in "una piscina virtuale" - che viene spesso definita come effetto "Lake".
Questo effetto si riesce a creare grazie al web modificando le immagini e dando l'impressione che siano riflesse in un lago dolcemente increspato.
L'installazione fa si che sembra di essere in una casa di specchi con un riflesso virtuale perenne. L'installazione unita alla proiezione fa sì che si percepisca nettamente la mutazione della materia da una forma ad altro.
In questo caso il codice si tramuta in qualcosa di nuovo, gioca su se stesso e di se stesso diventando spazio sia reale che virtuale.
Qui il link al sito di Luke Murphy